20 Ottobre 2005

L'OTTIMISTA



Francesco è il tipo di persona che ti fa piacere odiare perché è sempre di
buon umore ed ha sempre qualcosa di positivo da dire. Quando qualcuno gli
chiede come va, lui risponde:
"Se andasse meglio di così, sarei due persone!" . E' un'ottimista.

Se un suo amico ha un giorno nero, Francesco riesce sempre a fargli vedere
il lato positivo della situazione. Vederlo mi incuriosiva e così un giorno gli chiesi: "io non capisco, non è possibile essere ottimista ogni giorno, come fai?"
Mi rispose. "ogni giorno mi sveglio e mi dico, oggi avrò due possibilità.
Posso scegliere di essere di buon umore o posso scegliere di essere di
cattivo umore. E scelgo di essere di buon umore. Quando qualcosa di brutto
mi accade, io posso scegliere di essere una vittima o d'imparare da ciò. Ed
io scelgo d'imparare.
Ogni volta che qualcuno viene da me a lamentarsi per qualcosa, io posso
scegliere di accettare le lamentele, o posso scegliere di aiutarlo a vedere
il lato positivo della vita.Ed io scelgo il lato positivo della vita."


"Ma non è sempre così facile" gli dissi.
"Si lo è" disse Francesco "La vita è tutta una questione di scelte. Quando tagli via tutto ciò che non conta, e tutta una questione di scelte. Sta a te scegliere come reagire alle situazioni, sta a te decidere come lasciare che gli altri influenzino il tuo umore. Tu scegli se essere di buon umore o di cattivo umore. Alla fine sei tu a decidere come vivere la tua vita"

Dopo quella conversazione ci perdemmo di vista, ma spesso mi ritrovai a pensare alle sue parole, quando dovevo fare una scelta nella mia vita, invece di reagire negativamente agli eventi.
In seguito venni a sapere che Francesco aveva avuto un brutto incidente, era
caduto da 18 metri di altezza, e dopo 12 ore di sala operatoria fu rilasciato dall'ospedale con una piastra d'acciaio nella schiena. Sono andato a trovarlo e gli ho chiesto come si sentisse: "Se stessi meglio sarei due persone" rispose "vuoi vedere le mie cicatrici?"

"Ma come fai?" gli chiesi "ad essere così positivo dopo quello che ti è
successo?"

"Mentre stavo cadendo, la prima cosa a cui ho pensato sono stati i miei
familiari. Poi mentre giacevo per terra, mi sono detto che potevo scegliere
di vivere o di morire. Ed ho scelto di vivere"


"Ma non hai mai avuto paura?"

"Sì quando mi hanno portato in ospedale ed ho visto l'espressione sul viso
dei medici, ho avuto paura, perchè era come se guardassero ad un uomo morto. Poi l'infermiera mi ha chiesto se avessi allergie, ed io risposi...Sì. Tutti
mi guardarono ed io urlai: sono allergico alla... gravità!. Tutti
scoppiarono a ridere, ed io dissi: ed ora operatemi da uomo vivo, non come
se fossi già morto"
.

Francesco mi ha insegnato che ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere di vivere la vita.. Quindi è inutile preoccuparsi sempre per il domani, perchè ogni giorno ha i suoi problemi su cui scegliere di vivere, e domani penseremo ai problemi di domani. Dopo tutto oggi è il domani ti cui ti preoccupavi ieri.

"Storie per riflettere" - un'idea del dott. Cavaliere
 
17 Ottobre 2005

Dipendenza da lui

Gent. dottore,
Le scrivo per sfogarmi un po' e per ricevere una sua consulenza . Le faccio brevemente il punto della situazione:
ho 21 anni, genitori separati e da quando avevo 16 anni inraprendo relazioni affettive sbagliate, distruttive.
prima dai 16 ai 19 cn un ragazzo che nn m poteva dare nulla, ero io che davo a lui, geloso e possessivo ci siamo molto isolati, mi ha tradito e io l ho inizialmente lasciato ma poi perdonato pur di non perderlo. il tradimento mi ha segnato molto, notti insonni e ansia e momenti d disperazione, a volte nn avevo nemmeno la forza di alzarmi al mattino per andare a scuola.
Per mettere fine a questa relazione decisi dopo la maturità di partire per Londra con una mia amica: nn essendo capace di mettere fine alla relazione l'ho sempre tenuto accanto a me, nonostante io fossi a londra e lui in italia, ci sentivamo al telefono e vedevamo molto spesso, io dovevo averlo lì, vicino a me, sempre pronto a rispondere al telefono e a parlare cn me al momento del bisogno..ciò nonostante ho continuato a fare la mia vita a londra.

finchè nn incontro un altro ragazzo con cui è ormai da un anno e mezzo che continuamo a prenderci e lasciarci (è sempre lui che lascia). anche questa una relazione travagliata, lui con bassa autostima di sè molto pessimista e io che lo rincuoro, lo incito a fare cose, lo sostengo mentre io vado sempre piu giu. la relazione diventa anche abbastanza violenta e complicata, liti quasi tutti giorni e discussioni pesanti.
Bene, ci lasciamo piu volte e io cado in uno stato di non-vita: nulla aveva + senso, forte ansia, notti insonni, poco interesse per il presente e i miei studi, e ho abbandonato il lavoro. Cerco d resistere ma nn ci riesco,è piu forte di me, anche se a poco a poco cercavo di uscirne.
Lui mi richiama e io che nn aspettavo altro ovviamnet torno perchè ho bisogno di Lui, di un suo abbraccio, bacio o parola per continuare a vivere in una maniera decente, riprendo gli studi, il lavoro.. stiamo insieme altri tre mesi con la consapevolezza che lui sarebbe partito per gli USA a fine estate per almeno tre mesi.
Ora lui sta per partire ci siamo salutati. è stato terribile. ancora una volta lo vedo allontanarsi da me e abbandonarmi. non so cosa succederà in questi lunghi tre mesi che mi aspettano, vorrei non aspettarlo perchè non credo di poter stare tre mesi ad aspettare una sua chiamata , e -mail che magari non arriverà. nello stesso tem,po so che ci rimarrò male se lui nn mi cercherà piu.
vorrei cercare di dimenticarlo e andare avanti, ma è difficile...anche perchè poi forse arriverà il rpossimo e io mi comporterò come per i due precedenti: tenendomeli vicino il piu possibile avevndo terrore di rimanere sola e abbandonata. però dott. io lo amo da morire...e lui anche....
grazie e scusi se non sono riuscita ad essere breve StAr


Ti rispondo con un brano tratto dal mio sito indicato nel tuo caso:
"Varie teorie son state elaborate sulla dipendenza affettiva, citerò in
questa sede quella di Giddens. Secondo quest'ultimo la dipendenza presenta
alcune specifiche caratteristiche: L'ebbrezza (il soggetto affettivamente
dipendente prova una sensazione di ebbrezza dalla relazione dei partner, che
gli è indispensabile per stare bene). La "dose" - il soggetto affettivamente
cerca "dosi" sempre maggiori di presenza e di tempo da spendere insieme al
partner. La sua mancanza lo getta in uno stato di prostrazione. Il soggetto
esiste solo quando c'è l'altro e non basta il suo pensiero a rassicurarlo,
ha bisogno di manifestazioni continue e tangibili. L'altro è visto come un'
evasione, come l'unica forma di gratificazione della vita. Le normali
attività quotidiane sono trascurate quotidianamente. L'unica cosa importante
è il tempo trascorso con l'altro perché attesta l'esistenza del soggetto.
Quando il partner non c'è il soggetto sente di non esistere e non è in grado
nemmeno di "pensare" ad una vita in cui il partner non ci sia. In realtà
questo modello di pensiero rivela un basso grado di autostima. Perdita
dell'Io - nella dipendenza affettiva esiste un alto rischio di perdita del
SE, della propria capacità critica e quindi, a maggior ragione, della
critica dell'altro, vissuto come irrinunciabile nutrimento. Il senso di perdita di identità è seguito da sentimenti di vergogna e di rimorso. In alcuni momenti si percepisce qualcosa di distorto nella relazione con l'altro, che la dipendenza è nociva e che se ne vorrebbe fare a meno, ma la
constatazione di essere intrappolati in un modello dipendente fa sentire
indegni e quindi spinge ancora di più verso l'abbraccio dell'altro che
accoglie e perdona, ben felice, talvolta, di possedere. La dipendenza è
percepita come un'esperienza speciale e lo è nel senso che null'altro è
altrettanto soddisfacente.
Interessanti sono le considerazioni della psichiatria Marta Selvini Palazzoli. A suo parere quello che incatena nella dipendenza affettiva è l' IBRIS, vale a dire la ingiustificata, assurda, sconsiderata presunzione di farcela. La presunzione di riuscire prima o poi a farsi amare da chi proprio non vuole saperne di amarci o di amarci nel modo in cui noi pretendiamo."

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Vivo nel mio mondo onirico

Caro psic,
un inizio banale ma non fa niente.
Scrivo dopo l'ultima discussione con il mio ragazzo, che è uscito veramente di testa, o meglio l'ho fatto uscire io. Vado a spiegarmi. In sintesi, i problemi sono: sono possessiva all'inverosimile, al punto da avere attacchi di panico se non ci vediamo per una sera, anche se è per "colpa" mia (un'uscita con le amiche ad esempio). Nonostante sia migliorata nettamente, sto ancora malissimo e mi sento abbandonata, non riesco a pensare che avremo altri mille giorni (spero!) per vederci, penso solo che in quel momento lui non c'è e ne impazzisco.
Altro problema sono i miei crolli improvvisi. Metti lo studio, metti le aspettative dei genitori, metti una ragazza che si fa mille pressioni da sola, metti che abbia anche avuto problemi di disordini alimentari e che si veda brutta e grassa, anche se obiettivamente è solo grassa (e lo sono, oggettivamente, visto che supero il quintale) e non brutta. A volte, di colpo, esplodo. Per chiarire, cito l'esempio di oggi. Di colpo ho cominciato a piangere, neanche sapendo perché. Poi focalizzo: gli esami da recuperare (tanti, davvero tanti, sono perfezionista, finché non sono sicura di un 30 non lo do... ho praticamente solo quelli sul libretto, ma ho anche meno degli esami del primo anno, e sono al terzo), non riesco a studiare da un mese ormai, leggo e non capisco quello che c'è scritto, non riesco a concentrarmi su niente, non riesco più a leggere neanche di mio (leggevo più di 20 libri all'anno, ora oltre a qulli per l'università ne leggerò sì e no cinque), faccio fatica a ricordare le cose, dormo malissimo, spesso non mi addormento fino al mattino, indifferentemente da che ora mi alzo... Il mio ragazzo non mi sopporta più, non sa come aiutarmi, e ad essere sincera non mi sopporto più neanch'io... E' da un po' che non faccio altro che piangere, per qualsiasi cosa, gioia, dolore, rabbia, paura, sono sempre stata emotiva ma adesso è davvero troppo, anche per me!
Sobbalzo per un nonnulla, qualsiasi rumore mi infastidisce, ho paura di tutto(non fobie, quelle sono le solite che ho sempre avuto, telefono, clown e specchi, ma niente che mi impedisca di vivere), ogni porta che sbatte è il terremoto che arriva, ogni ferita, che non sia mia, sicura morte per dissanguamento, se il mio ragazzo o i miei non mi danno notizie per un po' vuol dire che sicuramente si sono schiantati da qualche parte e adesso sono un bassorilievo su qualche albero (abito praticamente in mezzo ai boschi), se un amico non si fa sentire è perché mi odia... Per quanto la maggior parte del tempo non sia così, stia bene e cerchi di sdrammatizzare, mi sembra di star impazzendo... Sono sospesa in un mio mondo, onirico, inesistente.
Non posso più fare male alle persone che amo...

Nella fretta, nella stanchezza, nel "sono-le-due-passate", nel mal di testa ho dimenticato di scrivere almeno alcuni dati, che piazzo qui un po' in ordine sparso... Veda poi Lei se le "servono" o meno :)
* ho 21 anni (oggi. No, ieri ormai)
* molte storie con uomini più vecchi, anche di 30 più di me
* i miei non possono aiutarmi. Per la precisione, ogni minimo problema che accenno avere, vengo bollata per pazza psicopatica (in modo offensivo ovviamente, non medico) come se fosse una vergogna avere paura/problemi/ansia
* faccio molta fatica a parlare di me. Scrivere è un altro mondo, un fatto estetico oltre che concettuale, e questa estetica mi aiuta a distrarmi e superare le difficoltà nel spogliarmi così. A parole non esiste proprio che riesca a parlare di me e dei miei problemi, divento fredda, e non dico niente, oppure troppo emotiva, e passo ore a piangere e non dire niente. E stare fisicamente male, perché dopo aver pianto ho mal di testa/muscoli/eccetera.
Roberta


Roberta, ti rispondo partendo dal tuo "inizio banale". Fondamentale, per la
situazione in cui ti trovi è proprio il rapporto col tuo attuale ragazzo. Tu mi dici che lui non sa come aiutarti. Ma tu vuoi essere aiutata?
Consciamente Si. Ma inconsciamente ho l'impressione che ci sono forti
resistenze ad un reale cambiamento. Lo intravedo nel tuo perfezionismo per
gli esami, nelle tue storie con uomini molto più grandi di te, i tuoi disordini alimentari, le tue ansie, paure, insiccurezze. Ed ho qualche perplessità anche quando dici "Non posso più fare male alle persone che amo." Tutto questo, richiederebbe una lunga analisi, non certo una consulenza e-mail. Eppure le avresti le capacità per una seria analisi interiore. Ma ti nascondi nel tuo "mondo, onirico, inesistente".
Nell'immediato ti consiglio di ricucire il rapporto con il tuo attuale compagno. E non dire che non ci riesci perché è più forte di te, hai più forza di quanto te ne riconosci. Devi solo motivarti seriamente.Saluti.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

La prima volta con uno che non lascerà mai la fidanzata

Sono una ragazza di quasi 17 anni e da quasi un anno e mezzo soffro per un ragazzo, lei mi dirà ke tutti hanno sofferto per amore lo so ed è anche giusto, solo che io mi sento ormai avvilta perchè sono innamorata persa di un ragazzo ed fino ad ora sembra tutto semplice invece nn è così.
Ho conosciuto questo ragazzo circa un anno mezzo fa appena ci siamo visti si può dire che ci è stato un colpo di fulmine, lui mi ha chiesto il mio numero e il giorno dopo ci siamo visti, sbito mi ha comunicato che era fidanzato però diciamo volgarmente che non me ne sono fregata ed ho iniziato questa relazione un pò per gioco però piano piano io non riuscivo più a far a meno di lui e dopo circa 3 mesi che lo conoscevo ci sono andata a letto per me era la prima volta poi sono partita per il mare e quando sono ritornata pensavo lasciasse la ragazza ed invece niente ed è diventata una cosa squallida mi chiama solo quando ha voglia di fare sesso. Io l'ho fatto solo con lui ed ora come ora penso che nn riuscirò mai nella mia vita a farlo con un altro e questo pensiero mi avvilisce e mi fa star sempre peggio, alcune volte mi fa pensare al suicidio, io sò che nn sarà mai mio perchè lui si ritiene innamoratissimo della ragazza e mi ha ripetuto spesso che è la donna della sua vita, lui comunque ha 19 anni ed è anche uno dei ragazzi ritenuti + belli nella mia città quindi è anche molto vanitoso e nn dà retta a nessuna solo a me e alla sua ragazza.
Io non riesco a vedermi un altro ragazzo vicino e penso che non lo dimenticherò mai come del resto si dice che il primo amore nn si scorda mai e lui è stato il mio primo amore, ho avuto altri ragazzi prima di lui ma con nessuno ho provato le sensazioni che ho provato con lui, sono stata anche con un ragazzo mentre uscivo con lui ma è stato un totale fallimento non riuscivo nemmeno a baciarlo e poi dipendo da lui se mi dice vediamoci nn gli so dire di no e quando lo vedo in giro per la città mi sento male, sto facendo questo da un anno e mezzo mi sto rovinando forse uno dei periodi migliori della mia vita e non so come fare per dimenticarlo. La prego mi aiuti sto scoppiando non ce la faccio veramente più!
Cordiali Saluti


Il fatto di aver fatto "la prima volta" con la persona che si rivela poi sbagliata è molto comune. A quest'età non si può avere la saggezza per riflettere attentamente su una cosa così importante. Conseguentemente non fartene un cruccio. Che sia la persona sbagliata non ci sono dubbi, lo ammetti da sola. Probabilmente il fatto che sia bello è una componente fondamentale nel tuo innamoramento. Ma ciò che non ti permette di dimenticarlo è la circostanza che lui saltuariamente, anche se solo per motivi sessuali, ti cerca. Ciò non ti permette di rassegnarti definitivamente, ed alimenta, forse, un'inconscia speranza, che un giorno possa essere "tuo" . Devi avere la forza di dirgli una volta NO. Starai malissimo dopo, ma lui non si farà più vivo. Ti rassegnerai definitivamente ed il tempo guarirà la tua malattia.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Pessimismo totale

Caro Dottore,
questa è la seconda e-mail che le scrivo, perché alla prima non ho ricevuto risposta, quindi ricomincio da capo? non è affatto una cosa semplice, quindi se a volte non seguo il filo del discorso non ci faccia caso, scrivo le cose come mi vengono.
L'avverto, ho un cervello troppo bacato, se ne accorgerà presto anche lei!
Più o meno ogni giorno (spesso mi accade alla sera) cambio umore? dalla serie un secondo prima sto bene e un secondo dopo mi prende uno stato di tristezza e malinconia assurdo... così che mi chiudo in me stessa, mi metto ad ascoltare canzoni tristi e penso già, penso penso a tutto quello che mi circonda, alle persone che mi circondano e poi penso a me e mi assalgono tutta una serie di domande (patetiche e inutili) a cui non riesco a trovare risposta tipo: perché non ho uno scopo nella vita? La strada che sto intraprendendo è quella giusta per me? Cosa farò nel futuro? Se lei mi chiede cosa vuoi fare da grande oppure cosa vedi nel futuro, che progetti hai, io non le rispondo
io non vedo niente, non so niente, non credo in niente, non ho un modello da seguire? che farò? Se non ho uno scopo che ci sto a fare? E soprattutto perché sono piena di incertezze? Non posso essere come tutte le altre ragazze che sanno cosa fare e sanno quello che vogliono? E i pensieri non finiscono mica qui mi capita di pensare la mia vita subito dopo la morte di mio fratello grande(ne ho 2:uno di 25 e l'altro di 22 anni)... mi vedo che a casa non riesco a stare perché il telefono è uno squillare unico e i parenti continuano a dire le solite frasi di circostanza che in momenti del genere non servono a nulla..a scuola che non parlo con nessuno e piango sempre... i prof. che mi stanno appiccicati e fanno gli impiccioni in una maniera assurda per sapere cos'è successo e via dicendo...
poi come se non bastasse anche i sogni sembrano essere contro di me..una volta ho sognato che mio padre tirava una testata a mia madre dove lei sveniva (mio padre nn ha mai alzato un dito su di me, mia madre e i miei fratelli), un'altra volta ho sognato che litigavo duramente con mio padre, un altro è stato che mi infilavano un tubo dal braccio fino alla bocca e ce ne sarebbe un altro ma non glielo racconto perché spero che si avveri, anche se so che questo non accadrà
ora mi chiedo: perché proprio io devo ragionare in questo modo? ok sono pessimista e tutto quello che vuole, ma perché devo arrivare a fare pensieri di questo peso? e poi perché proprio su mio fratello (non che voglia che accada su di un altro) ma perché proprio lui? io gli voglio un bene assurdo...
proprio non riesco a trovare nessuna spiegazione... e poi un'altra cosa... i sogni significano qualcosa? poi penso anche che la vita sia tutta una perdita di tempo? già, uno si spacca tutta una vita e poi dopo anni di duro lavoro muore? a questo punto mi chiedo per chi si è spaccato il sedere? A cos'è servito? Questa è la mia teoria di vita bella vero?! All'apparenza sono una ragazza normale, anche quando sto con gli altri..infatti nessuno sa che sono così dentro e così rimarrà?
Spesso io e la mia migliore amica scherziamo (che poi non c'è proprio nulla da scherzare) sulla nostra situazione, ovvero due 16enni semplici, bel fisico, a cui non piace stare al centro dell'attenzione, mature, bastarde (solo con chi se lo merita), con dei valori, che sono sempre loro stesse, simpatiche, che non se la tirano, in poche parole due ragazze acqua e sapone, si ritrovano senza compagnia, senza ragazzo (mai avuto), a cui piacerebbe andare a ballare ma siccome nelle discoteche di Milano mentre balli i ragazzi ti toccano dappertutto e appena ti giri ti baciano senza nemmeno sapere come ti chiami, ci rinunciano
ora mi chiedo perché? Il brutto di questa società è che se ti opponi ai loro modelli e fai la differenza vieni messo da parte e sì, perché al giorno d'oggi se non ti vesti uguale a tutti gli altri con pantaloni da 300 euro e non segui la moda sei fuori e già che gran bel mondo di merda... a volte sono proprio fiera di me stessa su come la penso, altre mi dico ma chi me lo fa fare? Forse il vero problema non è la società, ma sono io in fin dei conti quella che va fuori tema sono io gli altri sembrano fatti con lo stampino
certo che noi umani siamo proprio strani,,, invece di essere contenti di esistere, stare bene e aver qualcosa con cui sfamarci ci lamentiamo sempre.. io non ho nemmeno il diritto di stare qui a lamentarmi c?è gente che muore di fame e io sto qui a lamentarmi che tristezza non so più nemmeno il motivo di questa lettera.. mha.. va bhe ormai scusi per la perdita di tempo ma avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno che non mi conosce. Grazie. Aspetto una sua risposta Grazie per il tempo concessomi
buonanotte


Non devi preoccuparti per i pensieri negativi e pessimisti che affollano la tua mente. Da una parte è normale alla tua età avere sbalzi d'umore e tendere al pessimismo, dall'altra parte mi sembri una persona particolarmente sensibile e ciò porta ad acuire certi stati d'animo. Circa i tuoi rapporti con i coetanei, non cambiare da come sei. Non sei diversa da loro, ma più sensibile e più critica verso tè stessa ed il mondo. Ne devi essere contenta. E ti posso assicurare che sei in buona compagnia. La massa "omologata" fa più rumore ed è più visibile, ma non è assolutamente preponderante. C'è una larga parte di gioventù che è "diversa". Fa volontariato, associazionismo di vario genere, ha valori, a volte anche "estremi", è "no global" e via dicendo. E' la tua zona, quella di Milano, è quella che più esprime questa varietà del mondo giovanile. Sta a te trovare il "microcosmo" giovanile che è più vicino alla tua sensibilità ed alla tua visione del mondo.
Le uniche note "dolenti" della tua e-mail le ravviso nel rapporto con i tuoi
familiari. Ho l'impressione che il rapporto con loro sia ambivalente da parte tua. Gli vuoi sicuramente bene, ma una parte inconscia ti te li "odia" in qualche modo. Sta a te intuire le ragioni. Saluti. Dott. Roberto Cavaliere

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo
 
14 Ottobre 2005

maledetta timidezza

Ciao
intanto ti vorrei fare le congratulazioni x il tuo grande lavoro e xchè aiuti molte persone in difficoltà. Adesso ti espongo il mio problema. Io sono un ragazzo di 16 anni che non ha rapporti di amicizia, ne ho pochi. Sono molto riservato e ogni volta che voglio presentarmi a una persona (soprattutto a una ragazza xchè ne ho tanto bisogno) la mia timidezza mi tira indietro e questo nn lo vorrei. Mi voglio sbloccare ma la mia timidezza me lo impone. Vorrei sapere come fare a scacciare questa timidezza.Grazie.Buon lavoro


La timidezza va analizzata caso per caso, perchè non sempre uguali sono le
origini e le manifestazioni. Ti darò, comunque, un'indicazione molto pratica che ti tornerà sicuramente utile. Diventa particolarmente esperto in un campo che ti renda molto "visibile" nei confronti dei ragazzi e ragazze della tua età. Potrebbe essere lo sport, la musica, lo studio, internet, l'informatica e via dicendo, a seconda della tua inclinazione personale. Ciò ti permetterà di essere "ricercato" dagli altri, non sarai costretto tu a fare il primo passo, e la circostanza di essere "esperto" ed utile ti permetterà di meglio gestire il
rapporto nel prosieguo. Così facendo, ti aiuterai ad uscire dal circolo vizioso della timidezza.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Voglio sposarmi subito

Ciao! sono una ragazza di quasi 18 anni e sto con un ragazzo da quasi 2 anni. A., il mio ragazzo, abita ad un ora e mezzo da casa mia per questo ci vediamo solamente la domenica. Da un po' di tempo provo un immenso desiderio di sposarlo e creare una famiglia con lui. Perchè mi succede questo? Ci sto malissimo perchè so che non possiamo sposarci subito, lui è al 3° anno di università e per sposarci dovrebbe almeno finire gli studi e trovare un lavoro. A volte penso inoltre che se io rimanessi incinta di lui sarebbe tutto molto più facile e più bello. Sicuramente sarebbe un modo per sentirmi ancora di più una sola cosa con lui e forse mi sposerebbe anche prima... (premetto che adoriamo entrambi i bambini) ma perchè mi sta succedendo tutto questo?
aspetto una sua risposta al più presto, grazie! M.


Il tuo desiderio di "convolare" velocemente a nozze con la persona amata è
del tutto normale soprattutto se la relazione è stabile, appagante. Quando sì è particolarmente felici, si vorrebbe avere per sempre quella persona, quella situazione o quello stato, ed è quello che succede a te. Ma allo stesso tempo gioca anche un po' di insicurezza personale. Essa ti porta ad aver paura di un'eventuale fine del rapporto, che sposandoti ritieni più difficile. Che cosa fare? Lucio Dalla in sua canzone diceva: "il pensiero è
come l'oceano non lo puoi recintare"
.
Pensa pure quello che vuoi, ma non passare all'azione. Potresti sortire l'effetto contrario di quello desiderato. Ti saluto con un'aforisma:
"Ama ciò che ti rende felice, ma non amare la tua felicità."(G. Thibon)

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Penso di essere bisessuale

Salve, sn Mory e ho 15 anni....ancora da compiere... ho un dubbio ke m assilla..da qualke anno ormai...nn è una paura..ma vorrei almeno una conferma...
infatti penso di essere lesbica...anzi sarebbe meglio dire bisex...xkè pare sia attratta da entrambi i sessi. Infatti guardando filmati pornografici femminili m eccito..lo stesso accade se vedo un corpo femminile nudo..in qst momenti m viene sempre desiderio e la voglia d masturbarmi, cosa ke soddisfo, anke se poi spesso m sento a disagio sporca e piena d vergogna magari xkè ho intrapreso quell'atto dopo aver visto un corpo femminile nudo...ke m ha fatto eccitare,o xkè m sn masturbata magari pensando d farlo cn una femmina...
nn m capita invede d eccitarmi guardando un corpo maskile nudo...ma a pensare tipo a un contatto cn esso..qualcosa in me accade..ma nn cm cn le ragazze...
in + ho avuto solo 4 storie di una sera..e mentre baciavo nn m eccitavo..nn so forse xkè nn so baciare, lo ammetto, o forse xkè il ragazzo nn m piaceva abbastanza..ma cmq a pensare a certi momenti m viene cmq una sensazione di piacere..e appare sul mio volto anke un sorriso..
i ragazzi m piacciono di qst ne sn certa.ma vorrei sapere se lei pensa io sia bisex...a volte penso ke qst accada xkè nn sn magra..sn un po grassottella.. aspiro alla perfezione ad essere corteggiata. ad essere un desiderio x un ragazzo, quindi a volte penso ke qst accada xkè vedo in quei corpi ke m eccitano un ideale...vorrei essere cm loro insomma...ora sto facendo una dieta..devo iniziare la palestra...e so gia ke dp ke avrò acquistato fiducia in me stessa...m darò alla pazza gioia cn i ragazzi...e ad allora vorrei capire se le sensazioni ke provo ora le proverò anke ad allora...spero d avere una risposta. la ringrazio arrivederci


Non posso rispondere sulle tue tendenze sessuali sulla base di un e-mail ma
farò delle considerazioni che hanno risvolti sulla tua concezione della
sessualità. Mi sembra di capire che non ti accetti fisicamente e questo non accettarti può essere una delle cause che ti porta a guardare e desiderare altri corpi femminili. Vale a dire che il tuo desiderio non è soltanto "saffico" ma potrebbe nascondere anche il desiderio di avere un corpo come quello
dell'"altra". Ciò spiegherebbe anche perché desideri contemporaneamente
l'altro sesso. Il fatto di essere desiderata dagli uomini ti dà una conferma della tua percezione corporea e ti porterebbe ad accettarti maggiormente. Che cosa ti riserva il futuro è difficile dirlo, ma ti dico di vivere la tua sessualità in maniera meno "impetuosa ed ambivalente", sopratutto per l'età
che hai. Cerca di riflettere un pò di più in campo sessuale, certe scelte, anche se dettate dalla natura, vanno maturate attentamente e nel tempo.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo
 
12 Ottobre 2005

NON FIDARSI DELLE APPARENZE



Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande
aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di
comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di
biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra lei e lei pensò "Ma tu guarda... se soloavessi un po' più di coraggio gli avrei già dato un pugno..." .
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva una anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò "Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!" .

L'uomo prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà! "Ah, questo è troppo" penso e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose, il libro e la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.

Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando.... nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.

Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male
delle persone, guarda attentamente le cose, molto spesso le apparenze
ingannano.


"Storie per riflettere" - un'idea del dott. Cavaliere
 
10 Ottobre 2005

Non so cosa ho ma va tutto male

Salve, sono una ragazza di 17 anni..
Sinceramente nn so esattamente quale sia il mio problema.. ma ormai da anni mi va tutto così male.. e tutte le cose (anche quelle ke possono sembrare stupide) mi fanno così male.. mi intorpidiscono l'anima.. ho perso la voglia d fare, di ridere.. di vivere..
ormai nn parlo neanke con i miei genitori.. da piccola se avevo bisogno di loro, nn c'erano mai.. se stavo male moralmente nn se ne accorgevano.. nn esistevo.. sono quasi cresciuta da sola.. e ora sinceramente li evito totalmente.. mi danno quasi fastidio.. a scuola sono sempre andata bene, ma mai una volta ke abbia sentito da loro un "brava".. sempre a dirmi cosa fare o nn fare.. ma loro cosa hanno fatto x me in tutti questi anni?? ok, vada x l'avermi mantenuto e dato da mangiare.. ma cosa serve..se nn hanno mai saputo darmi un briciolo d affetto?? se sanno qnd compio gli anni è un miracolo..
poi gli amici.. dove sono finiti tutti.. tutti ke si fanno disponibili solo qnd servo loro x compiti o kissà ke.. poi x il resto nn esistono.. e io mi sento così sola..
ke manca poi?? l'amore..
si qll.. storie sempre finite male.. sempre stata lasciata.. e nn sono mai riuscita a sopportare questi dolori.. e ancora.. dopo quasi 2 anni.. penso al mio ex.. e nn riesco a smettere..
forse xkè sono destinata a vivere nei ricordi.. l'unico posto dove riesco a rifugiarmi.. dove sento ke nessuno può entrare e turbarmi... ormai tendo sempre + ad isolarmi.. e anke se nn dovrei.. sento ke la solitudine è la migliore cosa.. ho perso la fiducia in ogni cosa.. e nn riesco a trovare un motivo per cui essere felice.. mi sento anke così insicura in tutte le cose ke faccio.. e ho addirittura paura d crescere.. immaginarmi già adulta, con tutte le responsabiltà su d me.. immaginarmi grande.. e sola.. mi spaventa..

quante volte ho pensato come sarebbe la vita senza d me.. come sarebbe se io nn c fossi +.. e se nn mi sono spinta oltre è solo xkè mi manca il coraggio.... sò ke possono sembrare tutte paranoie.. ma sto così male...


Il tuo problema è che non ti senti amata da nessuno, a partire dai tuoi genitori. A questo aggiungi le tue varie "delusioni d'amore", ed ecco che ti ritrovi al punto attuale. Alla tua età è fondamentale essere amate per poter "crescere". Essere amati è fondamentale anche per la propria autostima. Ma non sempre è colpa degli altri se non siamo amati. A volte anche noi amiamo in modo sbagliato. Come uscirne?. Non certo con il tuo
"isolamento" è la situazione più "comoda". Riprendi, innanzitutto, un dialogo con i tuoi genitori. Chiedi loro il "diverso affetto" che vuoi. Vedrai che capiranno molto di più di quanto immagini. Cerca un'amica del cuore alla quale esternare i tuoi dolori, le tue preoccupazioni. Mi sembra impossibile che ce ne sia nessuna all'altezza. Ferma le tue "paranoie" anche buttandoti in mille altri interessi e attività. Hai più forza di quanto tu immagini. Saluti.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Ansia terribile per un esame

Salve Dott. Cavaliere
Mi presento: sono una ragazza di 20 anni, frequento il secondo anno dell'università (di psicologia!) e vivo una vita piuttosto tranquilla, ma negli ultimi tempi mi sta succedendo qualcosa di strano... Più precisamente presento un pessimismo fino ad ora a me estraneo e spesso sono soggetta a crisi di pianto (anche questo insolito per me).
E' iniziato tutto circa un mese e mezzo fa: avevo litigato con il mio ragazzo (lo è da 2 anni) e lui per rabbia il giorno dopo se ne è andato in piscina da solo senza dirmi niente mentre io lo aspettavo sotto casa sua per fare pace! La sera stessa mi chiama per scusarsi ma io ci ero rimasta veramente male: mi sentivo ferita e allo stesso tempo delusa, mi ero sempre fidata di lui e in quel momento non sapevo se continuare a farlo...
Sono stata male per qualche giorno: piangevo spesso perché non sapevo cosa fare e non capivo più cosa provavo per lui!
Dopo 2 settimane siamo partiti insieme ad un'altra coppia di amici per le vacanze... non dico che sono state un disastro ma non sono andate molto bene a causa soprattutto del malumore e del disfattismo contagiosi del nostro compagno di viaggio! Anche se le sembrerà poco carino era una vera palla al piede!!
Dopo una settimana dalla fine del viaggio ho dovuto ricominciare a studiare per un imminente grosso esame ed è proprio qui che la situazione mi è sfuggita dal controllo: infatti il primo giorno di studio mi prende un forte senso di malinconia e tristezza, il pessimismo e il panico mi assalgono fino a che, in lacrime e presa dalla disperazione, la sera chiamo il mio ragazzo...
lui preoccupatissimo corre da me (è proprio in questo momento che ho risolto il dilemma iniziale: questa esperienza mi ha fatto capire che sono veramente innamorata, per la prima volta!) mentre i miei genitori riescono solamente a dire "Mah, che novità è questa!? ? domani ne parliamo con calma?!"
Il fatidico giorno dell'esame si stava avvicinando ma la sera prima, presa di nuovo dal panico e dalla disperazione richiamo il mio ragazzo e decido di non andare all'esame... lui mi ha appoggiato pienamente dicendo che se non me la sentivo non lo dovevo fare per forza e che in fondo dovevo essere io a decidere cosa fare, mentre mia mamma continuava ripetere "Che scema, dopo tanto studio non vai! Te non sei normale! Ti fai prendere troppo dalle emozioni!!?"
Devo dire che queste parole mi hanno molto infastidito perché speravo che mia madre mi capisse e mi sostenesse! Comunque sono passate altre 2 settimane circa e mi sono trovata nuovamente nella stessa identica situazione, se non peggio: panico, disperazione e pessimismo alle stelle!! Così ho deciso di non andare neppure questa volta...
Non capisco cosa mi stia succedendo, non riesco più a controllare la situazione.... Pensi che da circa 4/5 anni scrivo un diario personale ma da quel giorno maledetto non riesco più a scrivere niente, non riesco ad andare avanti! L'unica cosa che riesce a calmarmi è il mio ragazzo: quando sono con lui tutti i miei problemi scompaiono e quando invece arriva il momento di separarci ritornano tutti quanti... è come se lui fosse un'isola di salvezza nel mare della dura realtà!
La cosa che più mi spaventa è la possibilità che quello che mi sta accadendo sia qualcosa di più di una semplice paura di un esame e che in seguito si possa trasformare in qualcosa di più serio... La prego mi aiuti a capire?
LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE Elisa


Elisa anche se hai avuto fino a poco tempo fa una vita relativamente tranquilla, questo non esclude che dentro di te covava un'ansia latente mista ad aspetti fobici. Il litigio col tuo ragazzo è stato solo il "pretesto" perché essa venisse fuori. Ed è emersa più forte che mai, forse perché a lungo trattenuta. Essa si è poi diretta verso la fobia per l'esame, probabilmente, perché è la situazione maggiormente ansiogena che puoi vivere al momento. E se ci fai caso come eviti la situazione così l'ansia cala momentaneamente. Il tuo ragazzo, avendoti assecondata sin dal primo momento, è diventato un fattore importante nell'evitamento dell'ansia. Ma essa rimane. Se dovesse perdurare nella misura in cui mi scrivi, e non riesci a combatterla da sola, ti consiglio di effettuare un consulto psicologico.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Ho paura di rimanere sola per sempre

Gentile Signore,
Le scrivo per confidarLe i miei problemi e la mia sofferenza: mi chiamo Silvia e ho 19 anni...Purtroppo ho dei grossi problemi per quanto riguarda la mia autostima (ma di questo non serve dica nulla perchè Lei ha già fornito delle risposte ad altre mie coetanee..), ma sopratutto con gli altri; mi ritrovo a 19 anni senza un'amica nemmeno, sono proprio sola...nel mio passato, per colpa della mia timidezza e anche però per colpa degli altri, (ora Le spiego), non sono mai riuscita a socializzare con nessuno e, se invece facevo qualche minima amicizia, l'ho persa nel tempo....Si allontanavano da me, forse si stancavano.....Le spiego: io sono una ragazza un pò "diversa" dalla gran parte di oggi: ho un carattere molto dolce, sono molto matura e ho dei valori... Credo nell'amore, nella famiglia, e nell'amicizia...Infatti io so già che un giorno voglio sposarmi e voglio avere dei figli....Questo mi piacerebbe dal futuro.....Il mio problema ora è che, come Le dicevo, ho sempre avuto enormi problemi nello stare con le mie compagne di classe ad esempio....Io quando stavo con loro mi sentivo totalmente diversa e quindi provavo un enorme disagio e, per mia difesa, mi allontanavo e isolavo da loro e, questo lo so, è stato il mio più grande errore.....
Mi sentivo giudicata da loro e, non tanto di rado, mi capitava che mi mettessero in un imbarazzo indicibile......Io sono talmente timida e insicura che, ho un particolare: arrossisco sempre... Questo è stato sempre notato e a volte anche un pò deriso dagli altri e infatti è una cosa che detesto... Poi io, a differenza delle altre (la maggior parte) sono molto semplice nel modo di fare, di vestire e di comportarmi....Le garantisco che se mi mettesse a confronto con una "ragazza di oggi" noterebbe un abisso incredibile...
Un'altro mio particolare è che ho un viso molto dolce e non dimostro assolutamente la mia età.....Almeno dimostro 3 o addirittura 5 anni in meno... Quando la gente mi vede, anche adulti, mi sorridono e mi parlano...ha presente conme si parla a una bimba?? Quel modo di parlare tenero.. Ecco, quello li!!! E a me fa male perchè anche i miei coetanei ripetono che non dimostro la mia età nemmeno in minima parte, anche nel modo di fare... Ho un carattere piuttosto docile, quindi Si immagini nell'insieme...
Poi con i ragazzi è un gran disastro.....Io tendo a essere totalmente respinta da loro, per prima cosa, penso io, perchè non sono fisicamente il modello di ragazza da tenere in considerazione....Poi ho anche un carattere tranquillo, e calmo, non sono assolutamente provocante o sbarazzina.....Sono semplicissima!!! Troppo forse....E poi, insomma, non piaccio assolutamente, infatti sono riuscita a trovare fin'ora solo delusioni amare, ma non sono nemmeno mai arrivata ad iniziare una storia con un ragazzo... Ho avuto rare occasioni che mi sono andate male.....In riassunto: io ho molta paura della solitudine Dottore, ho una gran paura....Ho paura di non trovarmi un fidanzato nel tempo.....Di non riuscire a concludere nulla nemmeno nell'amicizia.....E tutto questo perchè vedo che le persone intorno a me sono cosi diverse......Mi sento un disagio incredibile addosso e non so davvero come fare...Ora andrò al primo anno d'università e questa è la mia unica speranza di conoscere almeno qualcuno, non chiedo tanto....Come le ripeto, sono sola, non esco con nessuno, non ho amici e non sono di certo una tipa che si sente a proprio agio in discoteca..
Ci ho provato, ma è stato un disastro.....Io Le volevo chiedere: io ho molta paura del mio futuro, della solitudine precisamente....QUALE MODO DI PENSARE DEVO COMINCIARE AD AVERE?? Con l'università come devo comportarmi? Sa, io ho delle grosse crisi....A casa ho una famiglia che davvero mi aiuta, ma non in questo campo purtroppo.... Mamma mi ha parlato tantissimo, ha cercato di farmi mettere tranquilla dicendo che per l'amicizia devo sforzarmi e aprimi alla vita e l'amore arriverà da sè... Dentro di me probabilmente so che lei ha ragione, ma Mi creda, ho sofferto tantissimo fin'ora e sono davvero sfiduciata nel mio futuro e sopratutto nelle persone e no so come calmarmi e uscirne fuori da questi pensieri...Davvero sto male.....Come devo fare secondo Lei? Sono davvero stanca di stare male......E anche di sentrmi non positiva nemmeno per un momento....E mi dispiace sempre sentirmi diversa da tutti, come un tulipano nero tra 1000 rossi...
La ringrazio se potrà rispondere alla mia richiesta d'aiuto, ne ho davvero bisogno.. Cordiali Saluti, Silvia


E' evidente che, seppur ti mantieni lontana dalle relazioni sociali, le desideri attivamente. Le eviti o pensi che gli altri ti evitano, perché temi l'umiliazione connessa con il fallimento e il dolore connesso con il rifiuto. E questo tuo desiderio di relazioni non è immediatamente evidente agli altri a causa del tuo modo di presentarti timido e schivo. Sei tu che vuoi essere "un tulipano nero tra 1000 rossi...".
Il possibile termine tecnico per il tuo tipo di personalità è: "disturbo
evitante di personalità". Ma non preoccuparti, ne puoi tranquillamente uscire. Utile sarebbe se frequentassi un "training d'assertività" che è molto utile nel tuo caso. Di seguito ti mando una breve sintesi di cos'è l'assertività:

"Il termine assertività sta ad indicare uno stile comunicativo che permette
all'individuo di esprimere le proprie opinioni, le proprie emozioni e di
impegnarsi a risolvere positivamente le situazioni e i problemi. L'assertività è basata su cinque livelli ognuno dei quali ne definisce un aspetto. Il primo livello è costituito dalla capacità di riconoscere le emozioni, il cui obiettivo riguarda l'autonomia emotiva e la percezione delle emozioni senza il coinvolgimento negativo legato alla presenza di altre persone (arrossire, balbettare, vergognarsi, ecc.).

Il secondo livello: la capacità di comunicare emozioni e sentimenti, anche negativi, attraverso molteplici strumenti comunicativi e riguarda la libertà espressiva, ovvero il controllo delle reazioni motorie senza che queste siano alterate o inibite dall'ansia e dalla tensione.

Al terzo livello troviamo la consapevolezza dei propri diritti nel senso di avere rispetto per sé e per gli altri.

Il quarto livello è rappresentato dalla disponibilità ad apprezzare se stessi e gli altri. Questo implica la stima di sé e la capacità di valorizzare gli aspetti positivi dell'esperienza.

L'ultimo livello è relativo alla capacità di auto-realizzarsi e di poter decidere sui fini della propria vita. Per raggiungere tale obiettivo è necessario possedere un'immagine positiva di se stessi, fiducia e sicurezza personale. Il possedere tali caratteristiche comporta una maggiore capacità di autocontrollo, di intervento sulle situazioni e di soluzione dei problemi, un "rilassamento interno" che permette di percepire le difficoltà non come occasioni negative di frustrazione, ma come ostacoli da superare. Gli obiettivi dei vari livelli vengono raggiunti intervenendo sia sull'aspetto cognitivo (modo di pensare ) che su quello comportamentale, riguardante il modo di agire e di comunicare." Saluti.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Lui non mi vuole e io mi vedo grassa

Salve Dottore,
sono Sarah da Milano ed ho come il presentimento che Lei sia la persona giusta al momento giusto.
Ho un bisogno disperato di sapere cosa pensa di quanto sto per esporLe. Ho vent'anni, ma solo da qualche mese ho iniziato a godermi l'ebbrezza e la spensieratezza della mia età. Non mi fraintenda: ho trascorso un'infanzia stupenda e felice circondata dal calore della mia famiglia e dall'affetto dei miei più cari amici.
Il fatto è che sono sempre stata una ragazza, per così dire, "cicciottella" e questo problema mi ha condizionato non poco. Finalmente, un giorno dell'aprile scorso, ho deciso: vado dalla dietologa con i migliori propositi e munita di tantissima forza di volontà. Giorno dopo giorno, mese dopo mese e guardandomi allo specchio ...mi sento migliore.
La costanza e il sacrificio alla fine ricompensano e i miei 15 chili sembrano essere scivolati lontano. E la cosa più gratificante è il fatto che anche gli altri si siano accorti del mio mutamento. Mi sento la Sarah di sempre, solo un pò più apprezzata e considerata.
Al ritorno dalle vacanze estive mi si è prospettata una nuova opportunità di lavoro (che sognavo da tanto) affiancata alla possibilità di proseguire con il secondo anno alla facoltà di scienze e tecnologie della comunicazione.
E poi...e poi ci sono le questioni di cuore. Le cotte, le infatuazioni, il sentirsi il cuore "lacerato" quando si scopre che la persona che ti piace e alla quale piaci, in realtà ha la ragazza. E di colpo un nervosismo ed un'ipertensione fuori dal normale. Il fatto di pensare solo a lui e di trascorrere le giornate facendo qualcosa, ma soprattutto tenendo la mente occupata.
Sintomi? Una fame smisurata che non avevo più da mesi e mesi ormai, mal di testa continui, vedersi gonfia e grassa e sentirmi triste, terribilmente infelice.
Ho una tale confusione nella testa...che mi viene da piangere..non so neanche spiegarmi bene..spiegarLe ciò che provo. Insomma..è possibile che questa persona, che tra l'altro tra pochi giorni andrà in ferie per 2 settimane, mi abbia scombussolata a tal punto? So di avere bisogno di qualcosa..ma cosa? Mi scusi se ho abbozzato tutto ciò che mi passava per la mente in maniera frettolosa e rudimentale...ma Le assicuro che avevo una necessità di sfogarmi con qualcuno, con un estraneo.
Crede di potermi aiutare in qualche modo? Attendo una Sua risposta al più presto. Sarah


Il cibo, oltre ad assolvere ad una funzione nutrizionale, a volte assolve anche funzioni psicologiche. A chi non è capitato, in un momento in cui si era ansiosi o nervosi, ti mangiare tutto ciò che capitava a tiro, soprattutto dolci e cioccolata. E' quello che sta capitando a te. Nel tuo caso, inoltre, attraverso l'assunzione smoderata di cibo cerchi anche di colmare una fame "affettiva".
Sicuramente la situazione affettiva che stai attraversando ha contribuito a scatenare il tuo attuale stato psicologico, ma ci sono anche altre considerazioni da fare. L'accettazione di se stessi ed il benessere personale non può passare solo per una cura dimagrante ed il riuscire ad avere a tutti i costi la persona che si ama, anche se questa non ne vuol sapere di noi. Se non fosse successo adesso, alla prima difficoltà, comunque la tua fragilità sarebbe venuta fuori. Si, hai bisogno di qualcosa, di una autostima che poggi sul tuo valore intrinseco e non solo su qualche chilo di meno, di un'affetto autentico e maturo, che non nasca dall'euforia e passione di un momento. M dirai: facile a dirsi, difficile a farsi. Ti rispondo: inizia almeno. Saluti.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo
 
06 Ottobre 2005

Il mio ex mi ha violentato

Buongiorno..
sinceramente sono disperata e non so bene come affrontare il problema.
Piu' di un anno fa ho ricevuto violenze e molestie sessuali dal mio adesso ex fidanzato.
Sono stata 3 anni con questo ragazzo piu' grande di me, io avevo 16 anni e lui 20. Due anni fa ha tentato di violentarmi ed io mi sono ribellata, sono riuscita a scappare da cio' con un occhio nero e 4 cicatrici sul ginocchio perchè è arrivata la polizia.
Adesso non riesco piu' ad avere una relazione stabile e felice. Mi piacciono sempre le persone che sono comunque legate, fidanzati oppure inaffidabili con i quali so inconsciamente che non posso avere una storia. Il problema maggiore pero' l'ho nella sessualità, non riesco più ad avere rapporti completi.
Matilde


Mi poni una problematica che coinvolge la sfera sessuale e quella affettiva allo stesso tempo, ma mi scrivi poche righe fornendo pochi elementi per un analisi. Proverò in ogni modo a darti una risposta indicativa.
La sfera affettiva e quella sessuale sono collegate, soprattutto nelle donne. E' difficile per loro avere rapporti sessuali senza un coinvolgimento affettivo. Nel tuo caso il tutto è amplificato dalle violenze subite da una persona che, ritengo, amavi molto. Per cui la violenza che hai subito non è solo sessuale ma anche affettiva. Un conto è subire violenze o molestie da uno sconosciuto o una persona con cui non si ha una relazione, un conto è subirla dalla persona amata.
Conseguentemente, è possibile che la tua esperienza negativa su entrambi i
campi, ti abbia portato ad attivare come meccanismo di difesa, la ricerca di rapporti superficiali sia in campo affettivo (la scelta di partner con cui è difficile avere una reazione seria e duratura) sia in campo sessuale (non riuscire ad avere più rapporti completi). Inoltre il tutto può avere trovare origine anche nella presenza d'altre violenze nella tua storia passata, che laddove presenti, ti consiglio comunque d'analizzare.
Nell'immediato ti consiglio di trovare un amico del cuore (non è facile ma
neanche impossibile) con cui incominciare a relazionarti in maniera anche platonica, escludendo ogni coinvolgimento di tipo sessuale. Ciò ti aiuterebbe a riprendere fiducia nell'altro sesso, a non avere paura di un eccessivo coinvolgimento affettivo e sessuale, e soprattutto farebbe passare il tempo, che è il miglior "dottore". Tieni conto che nel tuo caso di tempo non n'è passato molto. Certe ferite richiedono tempi lunghi. Saluti

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo


La ringrazio per la risposta.
Ho avuto anche altri casi di molestie sessuali, da parte di mio nonno qualche anno fa, ma senza mai essere state concluse. Inoltre dopo le violenze da parte del mio ex ho cominciato con l'autolesionismo, adesso riesco a controllarmi ma passo dei periodi in cui non sto assolutamente bene. Sento uno stato di angoscia, mi isolo, non ho voglia di frequentare persone e di conseguenza mi ammalo. Il mio organismo si indebolisce e viene colpito nelle sue zone piu' fragili, come la gola e tutta l'area respiratoria.
La mia malattia è sempre stata presente nella mia vita sin da molto piccola, ero fobica , avevo continuamente paura di ammalarmi e mi ero molto limitata, fino a passare gran parte della mia adolescenza in casa, prendendo i farmaci che i dottori mi prescrivevano senza sapere che cosa avevo.
Dicevano che avevo le difese deboli, poi ho iniziato a curarmi con l'omeopatia, ma mi rendo conto che i miei problemi di salute derivano da uno stato psicologico, non fisico. O cmq sono collegati.
Ultimamente non riesco a dormire bene, sogno sempre una donna senza occhi che minaccia di uccidermi.
Ultimamente mi sento soffocata da uno stato di ansia e non riesco a tenerlo sotto controllo. Che cosa dovrei fare? La ringrazio Matilde


Matilde, nella tua seconda e-mail, trovano conferma alcune ipotesi che
avevo dato nella prima risposta. Ma emerge anche uno stato psicologico
(forte ansia, somatizzazione ed episodi di autolesionismo) che in parte
erano presenti già da prima degli episodi di violenza, i quali hanno
contribuito a rafforzarli. A questo punto ti confermo le indicazioni della
precedente riposta. Però, ti consiglio di rivolgerti anche ad una psicologa,
esperta in tematiche inerenti la violenza, che ti aiuti in questo momento
delicato della tua vita. Ho detto psicologa e non psicologo, perché ritengo,
che in questo momento è preferibile che tu ti "confida" con una donna e non
con un "uomo". Solo dopo che sarai uscita da questa fase "acuta" potrai
relazionarti con l'altro sesso in maniera maggiormente paritaria.
Nell'immediato ti consiglio anche di leggere un libro, semplice nel contenuto e nell'esposizione , di una psicoterapeuta americana, Robin Norwood, "Donne che amano troppo" edito da Feltrinelli (fra l'altro è una
edizione economica). In esso troverai storie simili alla tua ed utili indicazioni.
Saluti

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Attacchi d'ansia dopo un lutto

Salve, mi chiamo Beatrice ed ho quasi 16 anni. Quando avevo all'incirca 12 anni ho subito un grave trauma, la morte di mia nonna. Non è stata una cosa normale, in quanto sono stata io l'ultima persona a vederla, sono stata io che l'ho chiamata e che non ho ricevuto risposta, sono stata io che ho dovuto chiamare aiuto. Credo che ricorderò quella notte per tutto il resto della mia vita. Adesso, ogni volta che mi trovo da sola, specialmente quando fa buio e quindi anche di notte, comincio ad avere degli attacchi di panico. Nel senso che mi viene addosso un'ansia incredibile e comincio a pensare a quella notte e, non so per quale motivo, comincio a credere che tutto d'un tratto mia nonna mi comparirà lì davanti. Mi faccio un sacco di complessi, non riesco a dormire, sono sempre agitatissima.
Ho paura a dormire da sola. Il fatto è che questo problema non è sorto subito, ma dopo un po' di tempo, cioè da circa un anno e mezzo, due anni. Nei giorni successivi alla scomparsa di mia nonna non riuscivo a dormire, ma non ero ansiosa, era semplicemente insonnia, e mi erano state prescritte delle pastiglie. Dopo qualche settimana il problema non si è più ripresentato fin quando non ho cominciato ad avere questi attacchi d'ansia. Ora io sono molto preoccupata, perchè non può essere una cosa normale.
Vorrei poterne parlare con qualcuno ma ho troppa vergogna, anche dei miei genitori, con i quali non ho una grandissima confidenza. Spero che mi possa aiutare, grazie mille


Beatrice, ritengo che la morte di tua nonna non sia la causa scatenate degli attacchi d'ansia attuali, ma una concausa insieme con altre. Forte ansia ed attacchi di panico hanno sempre una multicasualità. E' anche probabile che un po' ansiosa lo eri già da prima dell'evento doloroso, e in seguito altri eventi possono essere intervenuti ad alimentare la tua ansia latente. Finché essa non è "esplosa" . L'ansia è come noi, ha le sue origini e la sua storia. Vista la tua giovane età, è necessario che ne parli assolutamente con i tuoi genitori. Non ne devi avere assolutamente vergogna (è uno dei disagi psicologici più diffuso fra giovani ed adulti). Parlane per prima con la figura familiare con cui ha un po' di confidenza in più. Non indugiare ulteriormente.
Saluti

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Consigli sul tradimento

Salve,
sono una ragazza di 26 anni molto, molto confusa e spero che lei possa aiutarmi in qualche modo!
Sono fidanzata da più di cinque anni con un ragazzo splendido, a volte litighiamo... ma chi non litiga... ho sempre creduto che dopo averlo incontrato nessun altro avrebbe mai potuto farmi girare la testa... certo, ho incontrato persone interessanti, ho anche pensato come sarebbe stato stare con altri a volte, ma nulla si è mai concretizzato. Ho sempre creduto che non lo avrei mai tradito e se propro lo avessi dovuto tradire, un giorno, sarebbe stato xchè non lo avrei più amato...
E invece no: tutte queste mie previsioni si sono rivelate sbagliate: ho incontrato un ragazzo che mi ha fatto perdere la testa, non è una questione fisica, ma soprattutto emozionale, voglio dire che quando sono con questo ragazzo rivivo emozioni e sensazioni che non provavo da tempo e che mi fanno stare bene da morire.
Il problema principale, però è che io non ho affatto smesso di essere innamorata del mio fidanzato, anzi, in questo periodo sono convinta ancora di più dell'amore che provo per lui e del fatto che sia lui l'uomo con cui voglio passare tutta la vita... d'altra parte, però, non riesco a staccarmi dall'altro, non riesco a fare a meno di lui, anzi, il solo pensiero di perderlo mi fa stare malissimo.
Com'è possibile una cosa del genere? Come posso far convivere due uomini nella mia mente e nel mio cuore? Secondo lei come potrei allontanare questa attrazione che sento per questo nuovo ragazzo?
Aspetto una sua risposta e sentitamente la ringrazio


La tua è una situazione non è molto insolita. Spesso accade che pur avendo un rapporto di coppia consolidato e soddisfacente, c'è un risveglio di passione per un altro. Ma ho detto "passione", non "amore". Ciò significa che
sono d'accordo con te che ami profondamente il tuo ragazzo, ma la passione
t'impedisce di staccarti dal secondo. In questo, permettimi, avresti dovuto impedire il cosiddetto "passaggio all'atto", vale a dire di fronte al nascere della passione avresti dovuto fermarti. Al punto dove ti trovi è molto difficile, perché il dolore e le difficoltà alimentano ulteriormente la passione e peggiorano la situazione. Hai una sola soluzione, troncare nettamente. Ci starai male da "morire" ma passerà, credimi, e ti ritroverai più forte e più certa di quello che vuoi per il tuo futuro. Le mezze misure peggiorerebbero solo il tutto, fino al farti ritrovare ad un punto di non ritorno, dove saranno il caso e gli eventi a decidere per te. Saluti

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Non mi fido più di nessuno

buonasera dottore..
sn una ragazza di 17anni, sin da piccola sono sempre stata cicciottella..anzi devo dire proprio grassa...ma circa 3 anni fa la mia vita decise di cambiare a causa di 1 ragazzo...
mi misi a dieta e sono dimagrita quasi 30 kg. Diciamo ke ho riskiato l'anoressia...ankora adesso è difficile mangiare normalmente xkè ho sempre sensi di colpa..
ma a parte qst ho bisogno del suo aiuto..di 1suo consiglio.. io, km le ho detto, ho sofferto mlt x qst ragazzo e dopo di lui io non mi sn + innamorata di nessuno... forse mi sarà piaciuto qualcuno x 1 settimana ma niente di +..
da quando è successo questo io mi sn kiusa...sn cambiata totalmente di carattere... sn diventata diffidente da tutto e da tutti.. non credo + di poter interessare a qualcuno.. quando cammino x la strada sn sempre seria...ho allontanato mlt persone quando sono stata male...molti amici..e adesso mi sento terribilmente sola..
tutti mi dicono ke se cambiassi carattere allora sarebbe tutto diverso..non sorrido...non mi fido..sn distante da tutti..
non so km fare xkè vorrei tanto stare bene..stare bene kn me stessa kn gli altri e trovare 1 ragazzo ke mi aiuti ..ke mi stia, vicino ke mi faccia sentire importante x 1 volta nella vita..
aspetto una sua risposta.. grazie
L.


Dalla tua e-mail emerge la tua fragilità, il tuo desiderio di essere amata,
il non accettarti fisicamente. Tutto ciò ti ha portato a dimagrire repentinamente per non perdere il grande "amore". Ma la perdita, purtroppo,
c'è stata, amplificando ulteriormente le tue problematiche personali, ed al
contempo te ne sei attribuita, presumibilmente, le colpe.
Di là dal bisogno trovare una persona che ti ami e ti faccia sentire importante, che comprendo e condivido, ti consiglio di iniziare a stimarti un po' di più. Il nostro valore non ci deriva solo da ciò che pensano gli altri di noi, ma anche dalla nostra capacità di accettarci per quello che siamo e conseguentemente amare anche un po' noi stessi. Inoltre ti consiglio di parlare con qualcuno circa il tuo rapporto col "cibo". Non vorrei che le tue tentazioni "anoressiche" ritornassero.
Saluti.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo
 
04 Ottobre 2005

L'AMICIZIA



Un giorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola. Il suo nome era Tom e sembrava stesse portando tutti i suoi libri. Dissi tra me e me: "Perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? deve essere un ragazzo
strano."
Ho scrollato le spalle e mi sono incamminato. Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che correvano incontro a Tom. Gli corsero addosso facendo cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango ed i suoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell'erba un paio di metri più in la.
Lui guardò in su' e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre lui stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi. Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: "Quei ragazzi sono proprio dei vigliacchi, dovrebbero imparare a vivere. Tom mi guardò e disse: grazie!
C'era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine. Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva. Scoprii che viveva vicino a me così gli chiesi come mai non lo avessi mai visto prima, lui mi spiegò che prima andava in una scuola privata. Prima di allora non sarei mai andato in giro con un ragazzo che frequentava le scuole private. Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri.
Mi sembrò un ragazzo molto sincero ed educato così gli chiesi se gli andava di giocare a football con i miei amici e lui disse di si. Andammo in giro tutto il week end e più lo conoscevo più Tom mi piaceva così come piaceva ai miei amici. Arrivò il lunedì mattina ed ecco Tom con tutta la pila dei libri ancora. Lo fermai e gli dissi: ragazzo finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno! Egli rise e mi passo la metà dei libri.

Nei successivi quattro anni io e Tom diventammo amici per la pelle. Una
volta adolescenti cominciammo a pensare al college, Tom decise per Columbia University io per Georgetown.
Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non sarebbe stata un problema per noi. Tom sarebbe diventato un dottore mentre io mi sarei
occupato di scuole di football. Tom era il primo della nostra classe e io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione. Tom doveva preparare un
discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare. Il giorno dei diplomi vidi Tom, aveva un'ottimo aspetto. Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le
scuole superiori. Si era un po' riempito nell'aspetto e stava molto bene con gli occhiali. Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano. Ragazzi, qualche volta ero un pò geloso! Oggi era uno di quei giorni, vidi che era un po' nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi: "hei, ragazzo te la caverai alla grande!" Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine) e sorrise mentre mi disse: "grazie".

Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce: "Nel giorno del diploma si usa
ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I
genitori, gli insegnanti, gli allenatori ma più di tutti i tuoi amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare. Voglio raccontarvi una storia".

Guardai il mio amico Tom incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week end. Egli raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, così che la madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stava portando a casa tutte le sue cose. Tom mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso. "ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare quel terribile gesto". Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni. Il ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole. Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso sorriso pieno di gratitudine. Non avevo mai realizzato la profondità di quel sorriso fino a quel momento. Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni. Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona, in meglio o in peggio
.

"Storie per riflettere" - un'idea del dott. Cavaliere
 
03 Ottobre 2005

L'ho conosciuto in chat ed è molto più grande di me...

caro dottore mi chiamo Alessia e sono una ragazza pugliese di 18 anni, è la prima volta ke scrivo un email sperando che qualcuno mi dia un consiglio.. forse perchè è anche la prima volta che mi trovo in una situazione del genere..
le espongo il mio problema, che poi tanto problema non è in quanto è un qualcosa che mi fa stare bene..un mesetto fa ho conosciuto in chat un ragazzo... MOLTO PIU GRANDE DI ME, ha 32 anni, ma è anche un ragazzo molto speciale..Non ci siamo mai incontrati anche se abitiamo vicini ..e il nostro rappporto cresce di giorno in giorno..lui è un ragazzo bellissimo , ma anche una persona stupenda, è dolce molto intelligente.. e mi fa sentire la sua regina in ogni momento della giornata..
ho sempre sperato di conoscere una persona "ricca" come lui intendo in modo metaforiko.. e comunque anche se nn l'avessi mai conosciuta sarebbe stato gia stupendo di suo sapere che al mondo esistono persone cosi belle...in conclusione ci stiamo innamorando l'uno dell'altra anke se nn ci siamo mai incontrati ma solo visti tramite internet. nn è la prima volta di un eventuale incontro con un ragazzo conosciuto in chat, ma con lui una certa angoscia mi assale.. per la paura ke questo sentimento puro di entrambi si comprometta e finisca.. pero allo stesso tempo voglio ke questo sentiemnto si evolva.. anche se innamorarsi di lui signifika essere consapevoli di intrapendere una storia seria..(ed in fondo è quello ke voglio).. kosa devo fare? ho una paura matta di incontrarlo...
inoltre... la troppa differenza di età pensa sia un problema? io sinceramnete ho sempre badato all'età.. mai piu di 25 mi son detta.. ma con lui nn mi importa di niente, il mio cuore viaggia... e mi piace il viaggio che sta intraprendendo perchè nn mi sono sentita mai cosi bene grazie a qualcuno...
spero in una sua risposta, ALESSIA..


Alessia, ritengo che tu lo debba incontrare il prima possibile. Il tuo "amore virtuale" deve evolvere in una sana relazione. Ma allo stesso tempo ti dico di frenare il tuo "entusiasmo virtuale", che è rivelatore della tua fragilità. Quest'ultima mi preoccupa un po' e spero che non ti procuri problemi "reali", questa volta. Sii prudente. Ti saluto con un'aforisma, indicato nel tuo caso.

"Chi si abbandona tra le braccia dell'amore spesso si sveglia ai piedi del
disinganno."

L. Buscaglia

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo

Ero la sua amante e sono rimasta incinta

Gent.mo Dott. Cavaliere,
spero che possa dedicare un po' del suo tempo a questo messaggio lanciato
nell'etere.. tutto ebbe inizio 2 anni fa, avevo 18 anni, e l'amicizia, già presente con un ragazzo piu grande di me di 8 anni (e che mi piaceva gia da parecchio tempo) si strinse.. cominciammo a frequentarci e iniziammo una relazione.. fin da subito lui mi disse che era 'fidanzato' e che se io non avessi voluto frequentarlo, per questo motivo, mi avrebbe capito.
Beh, a me non interessava e cosi la nostra relazione si strinse, divenni la sua amante, sapevo benissimo che aveva un'altra ragazza, che dovevo condividerlo con un'altra (benchè lei ne fosse all'oscuro) però li per li non mi
interessava. Non le so spiegare il perche, nè le so spiegare perche detti cosi tanta fiducia a questo ragazzo fino a farlo diventare il ragazzo con cui feci l'amore per la prima volta, c'era qualcosa in lui che mi rassicurava, nonostante sapessi della sua natura non proprio monogama...
l'anno scorso, a settembre rimasi incinta, un errore di percorso, come si suol dire... quando glielo dissi si addossò tutte le colpe, mi stette molto vicino e lasciò, finalmente, l'altra ragazza... io abortii, in silenzio da tutti, famiglia, amici e conoscenti, fu ed è tutt'ora il nostro 'piccolo segreto'... Lui, che saltuariamente frequenta una psicologa (sua amica) per sfogarsi, in merito ai suoi problemi d'ansia, le parlò di questa situazione, lei naturalmente ci offrì il suo aiuto e ci disse che questa 'esperienza' avrebbe potuto o legarci molto o allontanarci, soprattutto per quanto riguardava me... tutto ciò che mi disse il mio ragazzo fu 'spero che tu non ti voglia allontanare da me'.. ma io mi innamorai di lui, specialmente ora che era solo MIO..
l'operazione andò bene, nessuno lo seppe ed entrambi fummo sollevati, io però non potevo fare a meno di pensare ad una frase che gli avevo sentito
dire: 'io non mi innamoro da quando avevo 23 anni'... e questa frase ce l'ho stampata in testa e le assicuro che non se ne va.. lui è un ragazzo molto introverso e taciturno, fino ad ora m ha detto che mi vuole molto bene ed io non ho il coraggio di chiedergli se mi ama...
Il vero problema che non riesco a spiegarmi è perchè da un po' di tempo a questa parte (da quando il rapporto si è ristretto a noi 2, com'è giusto che sia) io, a volte, penso che lui mi possa tradire... ho paura che mi tradisca, non so perche... e sento che questa cosa lo disturba, non sarebbe la prima volta che litighiamo perche a me non piacciono le sue amiche (con cui del resto non c'e' nulla e che per altro non vede o sente quasi mai).. ci sto male io e ci sta male lui che mi dice di non essere sempre sospettosa e triste... cosa devo fare? perche mi devono venire in mente queste cose? sto molto bene con lui e SENTO di aver fiducia in lui, soprattutto dopo quello che ci è successo... a volte penso ad un messaggio che m ha mandato subito dopo l'operazione: 'però.. che bello sarebbe stato avere un figlio da te....'

io sono veramente innamorata, ma lui? e perche devo avere questo timore, a volte esagerato che lui possa avere un'altra donna? sinceramente non so neanche io cosa le sto chiedendo, probabilmente era una voglia di PARLARE finalmente con qualcuno e chiedere un parere a riguardo...
La ringrazio per il tempo dedicatomi.


Le tue insicurezze nascono dalle condizioni in cui è nata questa relazione.
Prima una "bigamia" che è diventata "monogamia" solo quando sei rimasta incinta ed hai abortito. Permettimi, una relazione duratura non puo' nascere su queste premesse. Sta a te, adesso, mettendo da parte le tue quasi fondate paure, dare delle basi più solide a questa relazione, e lo puoi fare solo instaurando un sincero e leale dialogo con la persona amata, cercando di capire se prova amore o senso di colpa per quello che è accaduto, ed accettando, a questo punto, ogni possibile eventualità. Saluti.

Dr. Roberto Cavaliere
Psicologo
 
avanti >

Studenti.it Iscriviti alla community di Studenti.it Segnala un abuso Crea il tuo blog Foto Vip
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto